
se tu ricevi, io esisto
Ti apparecchiavo l’Anima ogni giorno, con piatti caldi di attenzioni e tovaglie pulite di silenzi. E tu mangiavi, a volte distratto, altre volte affamato, senza mai chiederti chi avesse cucinato il mio vuoto.
Ti consegnavo parole come lettere non firmate, nella speranza che mi leggessi tra le righe. Ti offrivo presenza, mentre dentro me le stanze restavano spente. Ero la lampada accesa nel corridoio della tua notte. Il bicchiere d’acqua sul tuo comodino emotivo. La coperta che ti scaldava quando il mondo ti gelava le ossa. Ti bastava ricevere, e io mi sentivo vera. Un battito. Un respiro. Un nome inciso sul tuo bisogno.
Ma era tutto uno scambio sbilenco. Io davo per esistere. Tu prendevi per abitudine.
Ed ecco la verità: non ero luce. Ero corrente lasciata aperta. Non ero cura. Ero il cerotto usato per non far sanguinare te. Adesso chiudo il rubinetto. Spengo la lampada. Ritiro la coperta.
Esisto anche se non ti scaldo. Anche se non ti manco. Anche se non hai più fame di me.
Perché adesso, a piccoli morsi, sto imparando a nutrirmi da sola.
Perché io valgo anche quando non do. Perché io esisto... anche se tu non ricevi.
(Lucia Gaetani)
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