Passiamo gran parte della vita a proteggerci dal dolore: dai litigi, dalle incomprensioni, dalle distanze, dalle delusioni. Come se amare significasse trovare un luogo in cui non soffrire mai.
Eppure la vita insegna altro. I litigi fanno parte della vita. Le incomprensioni fanno parte della vita. Le distanze fanno parte della vita.
Sono come il parcheggio che non si trova, la bolletta troppo alta, la fila interminabile in posta, la fetta biscottata che cade dalla parte della marmellata. Fastidiosi inconvenienti del viaggio, non la fine del viaggio.
Forse dovremmo avere meno paura di soffrire e più paura di perdere.
Perdere una presenza che illumina il mondo in un modo unico. Perdere uno sguardo, una sensibilità, una voce, un modo di ridere, di pensare, di sognare.
Perché il dolore si trasforma. Può diventare un libro, un viaggio, un progetto, un'opera, una nuova versione di noi stessi. L'assenza, invece, è un'altra cosa.
Per questo vale la pena vivere senza lasciare che la paura occupi tutto lo spazio disponibile. Vale la pena accumulare momenti invece che preoccupazioni.
Sguardi. Risate. Silenzi. Abbracci. Piccoli istanti che un giorno diventeranno ricordi e che, quando sarà necessario, terranno accesa una luce dentro di noi.
Anche perché non tutta la sofferenza nasce dall'Amore.
Molte volte abbiamo sofferto per orgoglio, per bisogno di approvazione, per dipendenza emotiva, per paura della solitudine. Abbiamo sofferto perché qualcuno non ci ha scelti, non ci ha dato l'attenzione che volevamo, non ha confermato l'immagine che avevamo di noi stessi.
E abbiamo chiamato tutto questo Amore.
Ma l'Amore vero è un'altra cosa.
L'Amore non riempie un vuoto... allarga lo spazio.
Non anestetizza le paure: ci rende più vivi.
Alla fine, l'Amore autentico non lascia mancanza.
Lascia gratitudine.
Per chi ci ha insegnato a guardare il mondo con occhi nuovi e ha reso la nostra vita più grande, anche solo per un momento.
💫
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